lezioni di pittura

Francesco Burattini
Heinz Mader

28.09.21 - 28.11.21

a cura di Maximilian Pellizzari & Leonardo Cuccia

lezioni di pittura presenta dipinti, fotografie e sculture di Francesco Burattini (Ancona, 1994) in dialogo con disegni, dipinti e collage di Heinz Mader (Bressanone, 1953) e si propone di interrogare i limiti e le possibilità della pittura e del concetto stesso di esposizione.
La mostra sviluppa il concetto di esposizione take-away. A partire dalla giornata successiva all’apertura e per tutta la durata della mostra infatti, le opere vendute potranno essere portate via dalla galleria. Gli artisti, se lo riterranno necessario, potranno interagire con i vuoti formatesi integrando nuove opere non ancora presentate.
Nei dipinti di Francesco Burattini in mostra come Dummy, 2019 e HooHaa, 2021 compaiono forme riprese dalla cultura pop degli anni ’90, dal graffitismo e dalle forme di macchinari industriali. Attraverso la decostruzione di queste immagini, l’artista le rende pressochè irriconoscibili, ma in termini estetici esse evocano il contesto della
loro origine sovrapponendosi e amalgamandosi sulla tela. Le opere di Burattini nascono dalla messa in discussione della tradizione pittorica e si estendono oltre il medium contaminando la fotografia, come nell’opera No title, 2021 o
il contesto nell’opera site-specific Intervento I, 2021 sulla vetrina, ponendosi tra l’interno e l’esterno della galleria, in dialogo con lo spazio pubblico. In Painting Lessons (technique is nothing more than a medium), 2021 l’artista ironizza sulla sacralità della tecnica e sull’autorialità dell’artista.
Quello di Burattini è un approccio concettuale alla pittura, all’interno del quale dipingere è sono una delle possibilità da esplorare. Se “la tecnica non è nulla più di un medium”, smette infatti di essere condizione necessaria, diventando uno dei diversi linguaggi e forme a disposizione dell’artista.
La produzione artistica di Heinz Mader si sviluppa da una ricerca pittorica che indaga il supporto stesso della pittura e le sue modalità di produzione. In mostra troviamo Bianco, 2011 un dipinto monocromo stratificato, che sotto al colore bianco porta il colore di molti altri dipinti che sono stati coperti dall’ultimo strato di vernice. Un annullamento che mette in discussione la superfice pittorica come luogo della rappresentazione e riflette sul suo status di oggetto. Su questo dipinto Mader presenta infatti icone appartenenti ai pacchi postali e ai segnali stradali, che ne evocano il contesto, attraverso l’appropriazione del loro linguaggio di segni.
L’opera Fonzies. Modelli Per Scienze Politiche, 2021 consiste in una serie di 301 disegni disegnati da Heinz Mader e dipinti ad acquerello da Greta Mentzel. Quando Greta ha espresso il desiderio di dipingere a Heinz, dal momento che il foglio bianco le rendeva difficile l’inizio della pratica egli le ha proposto di dipingere sopra i suoi disegni. L’opera si
è perciò sviluppata da due autori, dando vita a delle composizioni nuove, nelle quali la pittura ad acquerello di Greta Menzel si relaziona alle associazioni di disegni e parole di Mader.
Heinz Mader in Fonzies indaga le forme linguistiche visuali presenti nei media dell’informazione su carta. Il supporto stesso sui quali sono stati realizzati i disegni, la carta da fax, fa parte di un mezzo di comunicazione. Di fronte all’immensa quantità di materiale visivo e testuale proposto dai media, l’intenzione di Heinz Mader è quella di reagire, decostruendo le pubblicità e la retorica giornalistica per riassociare questi elementi in maniera soggettiva e in dialogo con Greta Mentzel.
Una risposta metabolica al sovraccarico di stimoli che genera degli agglomerati di informazioni, suddetti Fonzies. Immagini e parole proposte in abbinamenti ermetici, che alle volte non permettono più infatti di risalire alla loro fonte, allo stesso modo dei noti snack salati, dei quali anche leccandosi le dita, sarebbe difficile indovinarne gli ingredienti. (dallo slogan pubblicitario: “Se non ti lecchi le dita, godi solo la metà”).
Fonzies. Modelli Per Scienze Politiche, 2021, consiste nel tentativo di riportare le informazioni drammatiche delle notizie, le forme di espressione della politica, quelle delle pubblicità ad un confronto critico, unendo motivi differenti sotto il comune denominatore del disegno e della pittura. Questo modo di togliere la sacralità all’informazione e
alle notizie ridisegnandole manualmente, è un’appropriazione linguistica che ci mostra alcune strutture attraverso le quali comprendiamo la realtà. Ecco perchè, per Mader, questi disegni sono dei modelli per le scienze politiche. Una politica che si esprime nella personale necessità di liberarsi dalle strutture di persuasione, di controllo della narrazione storica, in virtù della propria libertà di pensiero e di interpretazione.
Testo: Maximilian Pellizzari
kuratiert von Maximilian Pellizzari & Leonardo Cuccia

In der Ausstellung lezioni di pittura werden Gemälde, Fotografien und Skulpturen von Francesco Burattini (Ancona, 1994) im Dialog mit Zeichnungen und Assemblagen von Heinz Mader (Brixen, 1953) präsentiert. Es werden die Grenzen und Möglichkeiten der Malerei sowie das Konzept von Austellungen an sich hinterfragt.
Die Ausstellung entwickelt das Konzept einer take-away Ausstellung. Ab dem Tag nach der Eröffnung und während der Dauer der Ausstellung können die verkauften Werke aus der Galerie mitgenommen werden. Die Künstler können, wenn sie es für ergorderlich halten, mit den enstandenen Lücken interagieren, und neue, noch nicht präsentierte Werke in die Ausstellung integrieren.
In Francesco Burattinis Gemälden in der Ausstellung wie Dummy, 2019 und HooHaa, 2021 erscheinen Formen
aus der Popkultur der 90er Jahre, Graffiti-Kunst und industrielle Maschinenformen. Indem der Künstler diese
Bilder dekonstruiert, macht er sie fast unkenntlich, aber in ästhetischer Hinsicht erinnern sie an der ihren Entstehungskontext, indem sie sich auf der Leinwand überlagern und vermischen. Burattinis Arbeiten entstehen aus der Hinterfragung der Bildtradition und gehen über das Medium hinaus, indem sie die Fotografie kontaminieren, wie in der Arbeit No title, 2021 oder den Kontext in der ortsspezifischen Arbeit Intervento I, 2021 auf dem Schaufenster, indem sie sich zwischen das Innere und das Äußere der Galerie stellen, im Dialog mit dem öffentlichen Raum. In Painting Lessons (Technique is nothing more than a medium), 2021, mokiert sich der Künstler über die Heiligkeit der Technik und die Autorschaft des Künstlers.
Burattinis Herangehensweise an die Malerei ist konzeptionell, wobei die Malerei nur eine der Möglichkeiten ist, die es zu erkunden gilt. Wenn “Technik nichts weiteres als ein Medium” ist, hört sie auf, eine notwendige Bedingung zu sein und wird zu einer der verschiedenen Sprachen und Formen, die dem Künstler zur Verfügung stehen.
Die künstlerische Produktion von Heinz Mader entwickelt sich aus einer bildnerischen Recherche, die das Medium Malerei und seine Produktionsweise untersucht. In der Ausstellung finden wir Bianco, 2011, ein geschichtetes monochromes Gemälde, das unter der weißen Farbe die Farbe vieler anderer Gemälde trägt, die von der letzten Farbschicht überdeckt wurden. Eine Aufhebung, die die Bildfläche als Ort der Darstellung in Frage stellt und
über ihren Status als Objekt nachdenkt. Auf diesem Gemälde präsentiert Mader Ikonen von Postpaketen und Straßenschildern, die ihren Kontext durch die Aneignung ihrer Zeichensprache evozieren.
Die Arbeit Fonzies. Modelli Per Scienze Politiche, 2021 besteht aus einer Serie von 301 Zeichnungen von Heinz Mader und Aquarellfarben von Greta Menzel. Als Greta Heinz gegenüber den Wunsch äußerte, zu malen, weil das weiße Papier ihr den Einstieg in die Praxis erschwerte, schlug er ihr vor, seine Zeichnungen zu übermalen. So wurde das Werk von zwei Authoren entwickelt und es entstanden neue Kompositionen, in denen sich die Aquarellmalerei von Greta Mentzel mit Maders Assoziationen von Zeichnungen und Worten verbindet.
In Fonzies untersucht Heinz Mader die visuellen sprachlichen Formen von Informationsmedien auf Papier. Das Medium, auf dem die Zeichnungen angefertigt wurden, das Faxpapier, ist Teil eines Kommunikationsmediums. Angesichts der immensen Menge an visuellem und textlichem Material, das von den Medien angeboten wird, will Heinz Mader reagieren, indem er Werbung und journalistische Rhetorik dekonstruiert, um diese Elemente auf subjektive Weise und im Dialog mit Greta Mentzel neu zu assoziieren.
Eine metabolische Reaktion auf die Reizüberflutung, die Informationscluster erzeugt, die als Fonzies bezeichnet werden. Bilder und Worte, die in hermetischen Kombinationen vorgeschlagen werden und deren Herkunft manchmal nicht mehr nachvollziehbar ist, wie die bekannten herzhaften Snacks, deren Zutaten selbst beim Ablecken der Finger schwer zu erraten sind. (Auß dem Werbeslogan: “Se non ti lecchi le dita, godi solo la metà”).Fonzies. Modelli Per Scienze Politiche, 2021, besteht aus dem Versuch, die dramatischen Informationen der Nachrichten, die Ausdrucksformen der Politik und die der Werbung wieder in einen kritischen Vergleich zu bringen, indem verschiedene Motive unter dem gemeinsamen Bezugspunkt von Zeichnung und Malerei kombiniert
werden. Diese Art und Weise, Informationen und Nachrichten ihrer Heiligkeit zu berauben, indem man sie manuell umgestaltet, ist eine sprachliche Aneignung, die uns einige der Strukturen zeigt, durch die wir die Realität verstehen. Für Heinz Mader sind diese Zeichnungen deshalb auch Modelle für die Politikwissenschaft. Eine Politik, die sich in dem persönlichen Bedürfnis ausdrückt, sich von den Strukturen der Überredung, der Kontrolle der historischen Erzählung zu befreien, kraft der eigenen Freiheit des Denkens und der Interpretation.
Text: Maximilian Pellizzari
curated by Maximilian Pellizzari & Leonardo Cuccia

The exhibition presents paintings, photographs and sculptures by Francesco Burattini (Ancona, 1994) in dialogue with drawings, paintings and collages by Heinz Mader (Bressanone, 1953) and aims to question the limits and possibilities of painting and the very concept of exhibition.
lezioni di pittura develops the concept of take-away exhibition. From the day after the opening and for the duration of the show, the sold works can be taken away from the gallery. The artists, if they deem it necessary, will be able to interact with the gaps formed by integrating new works not yet presented.
In Francesco Burattini’s paintings such as Dummy, 2019 and HooHaa, 2021, motifs taken from 1990s pop culture, graffiti art and industrial machinery shapes appear together on the canvas. By deconstructing these images, the artist makes them almost unrecognisable, but in aesthetic terms they evoke the forms of their context of origin by overlapping and blending together. Burattini’s works arise from the questioning of the pictorial tradition and extend beyond the medium by contaminating photography, as in the work No title, 2021 or the context in the site-specific work Intervento I, 2021 on the window, placing themselves between the inside and the outside of the gallery, in dialogue with the public space. In Painting Lessons (technique is nothing more than a medium), 2021, the artist mocks the sacredness of technique and the artist’s authorship.
Burattini’s is a conceptual approach to painting, within which painting is only one of the possibilities to be explored. If “technique is nothing more than a medium”, it ceases to be a necessary condition and becomes one of the many different languages and forms available to the artist.
Heinz Mader’s artistic production develops from a pictorial research that investigates the very medium of painting and its mode of production. In the exhibition we can find Bianco, 2011, a layered monochrome painting, which underneath the white colour carries the colour of many other paintings that have been covered by the last layer of paint. An annulment that questions the pictorial surface as a place of representation and reflects on its status as an object. On this painting Mader presents icons belonging to postal packages and road signs, which evoke their context through the appropriation of their sign language.
The work Fonzies. Modelli Per Scienze Politiche, 2021 consists of a series of 301 drawings drawn by Heinz Mader and painted in watercolour by Greta Mentzel. When Greta expressed her desire to paint to Heinz, as the white paper made it difficult for her to start practising, he suggested that she paint over his drawings. The work was therefore developed by two authors, giving rise to new compositions in which Greta Mentzel’s watercolour painting relates to Mader’s associations of drawings and words.
In Fonzies, Heinz Mader investigates the visual linguistic forms present in information media on paper. The very medium on which the drawings were made, fax paper, is part of a communication medium. Faced with the immense amount of visual and textual material proposed by the media, Heinz Mader’s intention is to react, deconstructing advertisements and journalistic rhetoric in order to reassociate these elements in a subjective way and in dialogue with Greta Mentzel.
A metabolic response to the overload of stimuli that generates clusters of information, known as Fonzies. Images and words proposed in hermetic combinations, which at times no longer allow their source to be traced, in the same way as the well-known savoury snacks, whose ingredients would be difficult to guess even by licking your fingers. (From the slogan: “Se non ti lecchi le dita, godi solo la metà”).
Fonzies. Modelli Per Scienze Politiche, 2021, consists of an attempt to bring the dramatic information of the news, the forms of expression of politics, and those of advertisements back into a critical comparison, combining different motifs under the common denominator of drawing and painting. This way of stripping information and news of their sacredness by redesigning them manually is a linguistic appropriation that shows us some of the structures through which we understand reality. This is why, for Heinz Mader, these drawings are models for political science. A form
of politics that expresses itself in the personal need to free itself from the structures of persuasion, of control of the historical narrative, by virtue of its own freedom of thought and interpretation.

Text: Maximilian Pellizzari